In questa edizione della consueta Rubrica Legale, L’Avv. Antonio Poli risponde ad un lettore riguardo un tema particolarmente delicato e attuale: la possibilità di ottenere la sanatoria parziale per opere edilizie che presentano profili di abusività. Una materia che interessa numerosi cittadini, tecnici ed operatori del settore urbanistico e legale.
Ce ne parla l’Avv. Antonio Poli, patrocinante in Cassazione, che ha ricoperto numerosi ruoli istituzionali e professionali di rilievo ed è punto di riferimento nella consulenza e difesa in materia di diritto penale edilizio, diritto amministrativo e urbanistico.
Approfondimento a cura dell’Avv. Antonio Poli
Caro Lettore, la domanda è ricorrente, le risposte sono a volte diverse, in quanto i casi non sono uguali ed i confini sono molto labili.
Spesso, molti cittadini pensano di poter scomporre artificialmente un intervento edilizio unitario in più parti sul presupposto che alcune siano legittime e altre no;
I Giudici Amministrativi hanno ribadito un principio consolidato dalla giurisprudenza amministrativa: la valutazione dell’abuso edilizio presuppone una visione complessiva e non atomistica delle opere realizzate ed infatti non si può scomporre una parte (dell’intervento edilizio illecito) per affermare la sanabilità in quanto il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio deriva non dal singolo intervento a sé stante bensì dall’insieme delle opere nel loro contestuale impatto edilizio e nelle reciproche interazioni.
L’opera edilizia abusiva deve essere quindi identificata con l’intero complesso immobiliare, poiché è irrilevante il frazionamento dei singoli interventi se avulsi dalla loro incidenza sul contesto immobiliare unitario. Il pregiudizio urbanistico deriva infatti dall’insieme delle opere, non dai singoli elementi.
Tuttavia, la sanatoria parziale è possibile, secondo certa giurisprudenza amministrativa, sulla base di quanto previsto dall’art. 36-bis del DPR 380/01, per interventi in parziale difformità dal permesso di costruire, quando le opere abusive risultano autonome e scindibili dal resto dell’edificio, sia dal punto di vista materiale che funzionale.